Magnifica Presenza, recensione del film

Pubblicato il da lascimmietta

"Magnifica Presenza", uscito nelle sale il 16 marzo 2012, è un film del regista Ferzan Ozpetek. Ciò che muove le fila della storia è l'insolito ed inquietante incontro tra il protagonista, pasticcere di notte ed aspirante attore di giorno, interpretato da Elio Giordano, ed i membri della compagnia teatrale Apollonia, fantasmi intrappolati da oltre 60 anni nella stessa casa. 
Beppe Fiorello, Margherita Buy, Vittoria Puccini sono i volti più noti prestati ai componenti di questa evanescente compagnia teatrale, desiderosa di conoscere la fine della propria storia terrena. I loro ultimi ricordi infatti, risalgono alla sera della prima del loro ultimo spettacolo, quando avevano dovuto abbondonare il teatro per evitare l'arresto da parte delle milizie nazifasciste.

Nella pellicola non mancano i temi più comuni della filmografia di Ozpetek, quali l'omosessualità, l'amicizia, il tradimento, declinati in modo ogni volta diverso, in altre sue opere, come "Le fate ignoranti", "Saturno contro", "La finestra di fronte". 

Probabilmente il tema più originale è quello del "metacinema", o forse sarebbe più corretto dire del "metateatro", ovvero del teatro che mette in scena se stesso. Ogni personaggio del film infatti recita una parte, in quanto attore, il che porta lo spettatore in fin dei conti, ad assistere alla rappresentazione di una rappresentazione. I vari piani della realtà e della finzione, tra passato e presente, si sovrappongono fino a confondersi ed a moltiplicarsi, come in un gioco di specchi, metafora della complessità dell'esistenza umana.

Il film è senza dubbio originale e ricco di spunti di riflessione, anche se l'intera vicenda rimane distante dallo spettatore, quasi irraggiungibile nella sua dimensione onirica, lasciando dietro di sè quella strana sensazione di incompiutezza che si prova al risveglio da un sogno.

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