Malattia di Lyme: prevenzione e cause

Pubblicato il da J. A.

Quadro clinico della morbo di Lyme

Sintomatologia e patogenesi

La malattia di Lyme, il cui nome deriva dalla cittadina di Lyme, nel Connecticut, dove venne diagnosticata per la prima volta nel 1977, è una forma infettiva a localizzazione ubiquitaria.

L’infezione è più frequente nei mesi estivi, in quanto l’uomo entra a contatto con maggiore probabilità con il veicolo di trasmissione, ovvero le zecche.

L’agente causale è stato individuato in una spirocheta appartenente alla specie “Borrelia burgdorferi”.

Una volta venuta a contatto con la pelle umana o animale, la zecca si àncora all’epidermide e sopravvive come ogni altro insetto ematofago, nutrendosi del sangue dell’ospite. La trasmissione dell’infezione, che viene chiamata anche Borrelliosi dal nome della spirocheta responsabile, si verifica nel momento in cui la zecca rigurgita il contenuto del proprio stomaco, trasferendo così la Borrelia burgdorferi in circolo.

La sintomatologia iniziale è rappresentata da:

  • eritema migrante, ovvero una caratteristica eruzione cutanea di forma anulare, presente nell’85% dei casi;
  • febbre;
  • cefalea;
  • linfoadenopatia regionale.

Ad alcune settimane o mesi di distanza dall’infezione, possono presentarsi:

  • disturbi neurologici, ovvero meningoencefaliti;
  • disturbi cardiaci (turbe della conduzione cardiaca);
  • dolori muscolo-scheletrici;
  • artriti, ovvero artropatie ricorrenti asimmetriche, interessanti in genere le grosse articolazioni come il ginocchio, aggravate da un versamento.

Dopo circa un anno infine, si possono manifestare:

  • danni articolari;
  • danni cutanei;
  • danni neurologici.

Sebbene le caratteristiche di base della patologia siano grosso modo identiche, sono state descritte alcune differenze regionali, legate al vettore responsabile, all’ospite intermedio e al quadro clinico complessivo dei pazienti affetti.

Prevenzione

Un importante consiglio ai fini della prevenzione contro le zecche, è quello di evitare di camminare a piedi nudi o con le gambe scoperte, tra l’erba, durante la bella stagione, perché il veicolo di trasmissione, ovvero le zecche, possono trovarsi oltre che sul manto dei nostri animali domestici, proprio sui fili d’erba calpestati. Inoltre le zecche, una volta venute a contatto con la nostra pelle, tendono a insediarsi nelle zone più umide come le pieghe delle ginocchia o dei gomiti. Se si possiede un animale domestico, o si è di ritorno da una piacevole passeggiata in campagna, dunque è sempre opportuno controllare braccia e gambe e rimuovere gli eventuali indesiderati parassiti, prima che possano riversare in circolo il contenuto del loro stomaco e trasmetterci così l’infezione.

Se si ha il dubbio di essere stati morsi da una zecca è comunque sempre meglio recarsi al pronto soccorso.

A strange world of insects

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